La lezione di Sanremo: investire sulle note della diversificazione

La lezione di Sanremo: investire sulle note della diversificazione

Pubblicato il 25 febbraio 2026 in Financial Advise

Definirlo “programma tv” è riduttivo. Considerarlo un evento culturale non restituisce appieno l’idea. Da settantasei anni, il Festival della canzone italiana – più comunemente noto come Festival di Sanremo – è una vera e propria liturgia nazionale. Anche per chi non lo segue: con i social, infatti, è il Festival a seguire – e raggiungere – tutti gli italiani, indistintamente. Regalando a chiunque, appassionato e non, qualche momento di curiosità e piacevolezza.

Quest’anno il Festival si svolge dal 24 al 28 febbraio, con la conduzione di Carlo Conti e Laura Pausini e con la direzione artistica dello stesso Conti. Trentaquattro gli artisti in gara, con altrettanti brani inediti divisi in due sezioni: i “Campioni”, trenta artisti di riconosciuta fama, e le “Nuove proposte”, con quattro emergenti. Una pluralità che, vista attraverso una lente meno “musicale” e più analitica, offre più di uno spunto a chi si occupa di investimenti e pianificazione finanziaria.


La differenza tra successi immediati e successi che maturano nel tempo

Primo spunto. A Sanremo come negli investimenti, il risultato dipende anche dall’orizzonte temporale. Ogni edizione incorona un vincitore o una vincitrice: la storia del Festival, però, è densa di aneddoti su artisti che non hanno trionfato nella serata finale ma che, nel tempo, hanno saputo conquistare un successo ben più sostanziale e duraturo. Emblematico è il caso di Vasco Rossi: nel 1983 la sua “Vita spericolata”(1) finì penultima, salvo poi diventare, negli anni, uno dei grandi classici della musica italiana.

Questo esempio ci dimostra due cose:

  • il valore non sempre si manifesta nell’immediato;
  • alcune scelte hanno bisogno di tempo per dare riscontri.

Lo stesso principio vale per gli investimenti: ci sono strumenti pensati per essere messi al servizio di obiettivi di breve periodo e altri che invece danno il meglio di sé solo nel medio-lungo termine. Aiutare l’investitore a riconoscere il giusto orizzonte temporale di ciascuna soluzione è uno dei compiti più importanti della consulenza finanziaria.

È infatti decisivo far capire all’investitore che pretendere risultati immediati da strumenti costruiti per accompagnare il raggiungimento di obiettivi più lontani nel tempo (esempio: la pensione) significa esporsi al rischio di delusioni, che si possono tranquillamente evitare.


Generi diversi, diversi obiettivi: la musica non è la stessa per tutti

Secondo spunto. Il palco dell’Ariston ospita ogni anno artisti e generi anche molto diversi tra loro: pop, cantautorato, rap, trap, melodico. Ciascuno parla a un pubblico specifico e a una fase diversa della vita di chi ascolta. Le preferenze possono cambiare nel tempo, così come cambiano le esigenze in ambito finanziario.

Nella gestione del risparmio non esiste una soluzione unica valida per tutti e per sempre: alcuni strumenti (esempio: i conti deposito) sono magari più indicati per chi si avvicina al mondo degli investimenti in giovane età; altri per chi vuole sì investire, ma con gradualità, affiancando alla diversificazione per asset class e aree geografiche una diversificazione di tipo temporale (i Piani di Accumulo del Capitale, o PAC); altri ancora per chi vuole lavorare al soddisfacimento di bisogni lontani nel tempo (un esempio è quello dei fondi pensione).

Secondo l’ultimo Rapporto Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane(2), non tutti sono disposti ad aspettare per raccogliere i frutti dei loro investimenti (generalmente, è meno portato a cogliere l’importanza dell’attesa chi ha un reddito, una ricchezza e/o un livello di istruzione più modesto).

Indirettamente, ce lo conferma la ricerca “Il tempo: il vero alleato per tutte le generazioni(3), a cura di Finer. Un titolo che già ci dice molto, sul valore del tempo. Senonché, dall’indagine emerge come gli investitori italiani siano in molti casi ancora “miopi”: il 35%, addirittura, dichiara di non avere un orizzonte temporale.

Il punto, in ogni caso, non è inseguire quel che è di tendenza, ma dare a ogni strumento il suo spazio e il suo tempo, in funzione degli obiettivi personali e delle diverse fasi della vita.


Strumenti diversi, ma con metodo e logica: l’orchestra e l’equilibrio del portafoglio

Terzo spunto. Se gli artisti rappresentano le singole componenti, l’orchestra è ciò che rende possibile l’armonia complessiva. Strumenti diversi, con ruoli differenti, contribuiscono a un risultato armonico solo se ben bilanciati. Qui, il parallelismo con il portafoglio è diretto: diversificare non è semplicemente mettere insieme tanti strumenti, ma costruire un mix equilibrato, nel quale ogni elemento svolge una funzione precisa. Azioni, obbligazioni, soluzioni più difensive o potenzialmente più redditizie: il valore nasce dalla combinazione, non dalla pura e semplice somma delle parti.

In questo contesto, il consulente finanziario svolge un ruolo simile a quello del direttore d’orchestra: in sintonia con il profilo e con gli obiettivi dell’investitore, non si limita a suggerire la scelta degli strumenti ma ne governa l’equilibrio nel tempo, adattandolo ai cambiamenti di contesto e alle esigenze dell’investitore stesso. Diversificare, infatti, ha senso solo se segue una logica chiara e consapevole, monitorata ed eventualmente ripensata nel tempo.


La lezione finale: rinnovare i linguaggi per comunicare il valore della consulenza

C’è un ultimo insegnamento che il Festival di Sanremo ci consegna. Negli ultimi anni, la kermesse ha saputo imporsi anche all’attenzione delle nuove generazioni, perché è riuscita a rinnovare il suo linguaggio senza rinunciare alla qualità. Per dirla in altri termini: ha trovato il modo di rendere accessibile e accattivante qualcosa che aveva già un suo valore oggettivo.

Lo stesso vale per la consulenza finanziaria. Non sempre gli italiani percepiscono la gestione del risparmio come un’attività fondamentale per il loro benessere. Come riporta la Nota per la Comunicazione del sesto Rapporto Assogestioni-Censis “Il ruolo dell’educazione finanziaria nella cultura sociale del risparmio degli italiani(4), il 60,6% dei disinteressati e il 62,6% degli interessati all’educazione finanziaria dichiarano di preferire il supporto di un esperto per investire il denaro: in entrambi i gruppi, però, restano 4 individui su 10 che sembrano sottovalutare l’importanza dell’affiancamento di un professionista. Non sono pochi.

Ecco perché alla competenza tecnica e alla qualità professionale occorre affiancare la capacità di comunicare il valore della consulenza finanziaria, eventualmente rinnovando i linguaggi. Servono, insomma, anche empatia, ascolto, evoluzione. È anche così che la buona consulenza finanziaria può fare la differenza: rendendosi più diretta, efficace, piacevole, anche da ascoltare. Esattamente come una canzone “pop”.


1) repubblica.it
2) consob.it
3) familybanker.it



investimenti finanza

AVVERTENZA LEGALE: questo è un foglio di informazione aziendale con finalità promozionali che riflette le analisi, effettuate da Banca Mediolanum, sulla base dell’attuale andamento dei mercati finanziari il cui contenuto non rappresenta una forma di consulenza nè un suggerimento per gli investimenti.
NOTA DI REDAZIONE: gli argomenti sono frutto di elaborazione interna.
Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Le informazioni riportate non devono essere intese come una raccomandazione, diretta o indiretta, o un invito a compiere una particolare operazione. Per verificare le soluzioni più adatte alle tue esigenze e adeguate al tuo profilo di investitore rivolgiti sempre al tuo Family Banker.

Post Recenti

Risparmio, anche energetico

Questa schermata consente al tuo monitor di consumare meno energia quando il computer resta inattivo o quando ti allontani. Per riprendere la navigazione ti basterà cliccare un punto qualsiasi dello schermo.