03 ottobre 2017

Piccole Ferrari pronte a partire

Pubblicato in: Economia & Mercati

In Italia non ci sono grandi colossi industriali, multinazionali, o per lo meno non sono in maggioranza. Il nostro Paese è costellato di piccole e medie imprese che spesso hanno in seno innovazioni e ricerche tutt’altro che superficiali.


L’introduzione dei PIR (Piani Individuali di Risparmio) ha permesso a molti risparmiatori di accedere alle occasioni offerte dalle piccole imprese italiane, ricche di potenziale e spirito di innovazione. I PIR oggi rappresentano un’occasione importante sia per i risparmiatori che per le imprese del tessuto industriale italiano, popolato da queste piccole “Ferrari pronte a partire”.


Facciamo un esempio concreto: del problema dell’inquinamento ambientale non si parla mai abbastanza, eppure è un dato di fatto: l’uomo sta rovinando l’ecosistema globale, soprattutto con la produzione di rifiuti e il loro smaltimento. Consideriamo la plastica: idrorepellente, inattaccabile da muffe e batteri, resistente e persino riciclabile. Eppure i processi di produzione, lavorazione e smaltimento della plastica rappresentano una delle più grandi minacce per l’ambiente.


Per fortuna nel nostro Paese ci sono aziende che non sono sorde alla richiesta d’aiuto del nostro pianeta: come Bio-on, un’impresa il cui nome parla da sé. Uno dei prodotti principali di Bio-on è una plastica ecologica, 100% biodegradabile, che trova impiego nella cosmetica e nella produzione di giocattoli. Un esempio di innovazione in grado di generare business strizzando l’occhio all’ambiente. Ma la realtà di Bio-on è solo una delle tante del Belpaese, che non solo creano nuove opportunità di crescita e protezione dell’ambiente, ma anche offrono possibili profitti per chi le sceglie come veicolo d’investimento.


MERCATO AZIONARIO
Gli ultimi dati sul PIL, sulla fiducia di imprese e consumatori non fanno altro che confermare il trend positivo del nostro Paese, in una parola: crescita. Si cresce, è vero, lo confermano anche i dati sulla disoccupazione (in calo) e i nuovi record del nostro Ftse Mib. Sul fronte internazionale, a 9 anni dal fallimento di Lehman Brothers, si può affermare che il capitalismo moderno non è morto, che il mondo continua a girare senza mai fermarsi. E, d’altra parte, se lo scorso anno si temeva un 2017 fatto di incertezze europee, la realtà dei fatti ha rivelato che le paure erano infondate: l’apprezzamento dell’Euro su molte valute estere, ad esempio, ha confermato una certa dose di fiducia sulla crescita del Vecchio Continente e l’opera di Mario Draghi ha di fatto mitigato quella che da sempre è la più grande fonte di incertezza e instabilità per gli investitori: la politica.
All’interno di questa ondata di nuovi massimi e punteggi positivi, le buone occasioni sui mercati finanziari sono da cogliere sul momento: carpe diem, per citare Orazio. Perché quando le notizie saranno “in prima pagina”, significherà che i prezzi non saranno ai livelli attuali, ma ben oltre. Ma nonostante il mercato al momento stia vivendo un periodo di grazia, non bisogna mai dimenticarsi del rischio. Per il buon risparmiatore che affronta i mercati azionari la parola d’ordine è sempre “diversificazione”.


MERCATO OBBLIGAZIONARIO
Il mese di settembre ha visto come protagonista la riunione della FED: Janet Yellen ha paragonato l’avvio graduale della riduzione del bilancio e dei rialzi dei tassi di interesse all’osservare “la pittura che si asciuga”. Proprio come durante una convalescenza post-malattia, il processo è annunciato dalla FED come dilatato, lento, tutti aggettivi che hanno un effetto rassicurante sugli investitori. Una buona notizia per l’economia e per le Borse, ma non altrettanto per chi dal mercato obbligazionario cerca rendimenti alti e a rischio minimo. Per avere rendimenti più generosi, infatti, si dovrà pazientare un po’ più a lungo.
Per accontentare tutti, sul mercato finanziario è stato introdotto un nuovo prodotto: l’ultima trovata sono i cosiddetti “matusalem bond”, titoli di Stato della durata centenaria che promettono, a fronte di un maggiore periodo di investimento, rendimenti altrettanto elevati. Quello arrivato dall’Australia, con scadenza 2117, ad esempio, promette un rendimento di poco superiore al 2%. Ma 100 anni sono tanti, troppi: come si muoveranno i tassi lungo questo orizzonte temporale? Le incognite sono tante, le controindicazioni non mancano mai.

Meglio, allora, volgere lo sguardo per esempio ai fondi obbligazionari che, grazie ad una buona diversificazione interna, permettono di proiettarci verso momenti migliori con tassi più invitanti e generosi, e, grazie ai flussi cedolari offerti, ci consentono di mitigare i rischi e proteggere il capitale nel momento in cui farà nuovamente capolino sul mercato la volatilità, da troppo tempo assente.


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