La lunga corsa dei “ruggenti anni ‘20”

La lunga corsa dei “ruggenti anni ‘20”

Pubblicato il 20 gennaio 2026 in Economia & Mercati

Economia, politica, innovazione, mercati: tipicamente, alla fine di ogni anno, si rincorrono le previsioni sull’anno nuovo. Così è stato anche al termine del 2025. E l’anno oggetto delle nuove previsioni è stato, ovviamente, il 2026. Alcuni pronostici sono parsi quantomeno bizzarri: dal matrimonio della popstar internazionale Taylor Swift che fa da traino al PIL USA all’euforia per la quotazione di SpaceX.

Al di là di questi curiosi scenari (e dei timori di una bolla AI), la maggior parte degli esperti propende per la continuazione di un ciclo di crescita guidato dall’innovazione. Insomma, secondo la maggior parte degli economisti e delle banche d’affari, l’anno appena iniziato sarà una prosecuzione di quanto già registrato negli ultimi anni.


2026: secondo Yardeni, “un altro anno da vivere audacemente”

Capostipite di questo nutrito gruppo di ottimisti è l’economista statunitense Ed Yardeni, presidente della Yardeni Research, che già nel 2020 intravide l’inizio di questa fase. All’epoca, Yardeni lanciò sul mercato la sua teoria dei “Ruggenti anni ‘20”. Sebbene l’inizio del decennio non sia stato dei migliori, con la pandemia di Covid-19 e l’avvio del conflitto Russia-Ucraina, è un fatto che tutti gli indici abbiano visto il loro valore più che raddoppiare dai minimi del 2020. E il Nasdaq lo ha addirittura triplicato.

Così, per Ed Yardeni il 2026 sarà “un altro anno da vivere audacemente”. Un altro anno di rialzi per i mercati azionari, con l’indice S&P 500 stimato a 7.700 punti entro il 31 dicembre prossimo. Certo, sono contemplati anche gli eventuali “cigni neri”, come una possibile recessione USA e/o un tracollo borsistico, ma il 60% delle probabilità rimane sullo scenario di base costruito all’alba di questo decennio: una crescita costante di medio-lungo termine.


Oggi come nel Novecento, un decennio di rivoluzioni e innovazione

In cosa consiste, esattamente, la teoria dei “Ruggenti anni ‘20”? Yardeni la ideò basandosi sul precedente del 1920, quando negli Stati Uniti si assistette a un’ondata di innovazione che procurò a Wall Street un decennio di crescita (evidente nel grafico qui sotto riportato), fino a uno stato di travolgente euforia.

Andamento del Dow Jones dal 1920 al 1929: crescita costante nel corso del decennio e forte crollo finale nel 1929.

“Sembra che viviamo sempre in tempi senza precedenti, soprattutto perché non passiamo abbastanza tempo a studiare la storia”: queste le parole con cui Yardeni apre il testo nel quale espone la sua teoria. Passa poi a elencare i punti in comune fra le due ere: in particolare, l’avvio negativo al quale fa seguito un decennio – appunto – di innovazione.

Prima la Grande Guerra (1914-1918), poi l’epidemia di influenza spagnola (1918-1920). Però è l’innovazione a catturare l’attenzione dell’investitore. La Model T di Henry Ford, costruita tra il 1908 e il 1927, fu la prima auto inventata e rese gli spostamenti più facili e più comodi. Nel 1900, le automobili immatricolate negli USA erano 8.000; nel 1920, erano già 9 milioni; nel 1929, addirittura 23 milioni. Una crescita trainata da rivoluzioni industriali e innovazione tecnologica, non solo per le auto ma anche per la radio e l’elettricità. I principali “booster” di quell’epoca.

“Booster” che anche oggi non mancano: sono le biotecnologie, la robotica e l’automazione, l’Intelligenza Artificiale, le nanotecnologie, la produzione 3D, i veicoli elettrici, le batterie di stoccaggio, la blockchain e il quantum computing. Tutti elementi in fase di sviluppo, le cui potenzialità sono in buona parte ancora sconosciute.


Qualcuno, però, opta per una maggiore prudenza

Tradizionalmente più prudenti sono gli esperti di Bank of America, che prevedono Borse USA tra il piatto e il negativo, e Doug Kass, veterano di Wall Street, che pronostica una flessione dovuta al rischio geopolitico, alle valutazioni eccessive dell’AI e al debito mondiale, spingendosi a ipotizzare un intervento straordinario dell’amministrazione Trump volto a bloccare le vendite allo scoperto.

Nella galleria di previsioni ce ne sono anche di molto bizzarre: è il caso delle “previsioni oltraggiose” di Saxo Bank, divenute un “must” per addetti ai lavori e mass media. Scenari estremi e provocatori, ispirati alla teoria dei “cigni neri”, che esplorano eventi improbabili ma ad alto impatto, per stimolare il pensiero strategico sui rischi e le opportunità dei mercati finanziari.

I 4 scenari più curiosi per il 2026? Eccoli.

  • Il matrimonio di Taylor Swift che traina il PIL statunitense.
  • Il salto di qualità del computer quantico che mette a rischio l’esistenza del Bitcoin.
  • La quotazione di SpaceX che scatena l’euforia sui mercati.
  • L’introduzione, da parte di Pechino, di uno yuan d’oro che mette a rischio il dominio del dollaro USA nel commercio internazionale.


Oltre le Magnifiche 7 e il tech: un riequilibrio è possibile

Al di là degli scenari più pittoreschi, anche quest’anno, naturalmente, le incognite non mancano. In calendario ci sono le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti d’America(1), e occorre poi monitorare l’evoluzione dei dazi; ma c’è anche la politica monetaria, con la linea della Bank of Japan e la nomina del nuovo presidente Fed; senza tralasciare i numerosi rischi geopolitici.

L’auspicio principale, in tale scenario, è quello di un riequilibrio globale: uno “S&P 493”, con i 493 grandi titoli rimasti al palo (mentre le Magnifiche 7 correvano) che ribaltano la situazione. Un riposizionamento che sarebbe salutare per il mercato, e confermerebbe il 2026 come tappa nel lungo percorso dei “Ruggenti anni ‘20”. Proprio come nel secolo scorso.

In fondo, come pare abbia detto Mark Twain, “la storia non si ripete, ma spesso fa rima con sé stessa”.



1) Negli Stati Uniti, le Midterm sono le elezioni di metà mandato. Anche se non coinvolgono direttamente il presidente in carica, costituiscono comunque un test di valutazione sul suo operato. Queste elezioni sono importanti perché ridisegnano gli equilibri di potere al Congresso e influenzano direttamente la capacità del presidente in carica di attuare la sua agenda politica nei successivi due anni.



opinione mercati borsa

AVVERTENZA LEGALE: questo è un foglio di informazione aziendale con finalità promozionali che riflette le analisi, effettuate da Banca Mediolanum, sulla base dell’attuale andamento dei mercati finanziari il cui contenuto non rappresenta una forma di consulenza nè un suggerimento per gli investimenti.
NOTA DI REDAZIONE: gli argomenti sono frutto di elaborazione interna.
Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Le informazioni riportate non devono essere intese come una raccomandazione, diretta o indiretta, o un invito a compiere una particolare operazione. Per verificare le soluzioni più adatte alle tue esigenze e adeguate al tuo profilo di investitore rivolgiti sempre al tuo Family Banker.

Post Recenti

Risparmio, anche energetico

Questa schermata consente al tuo monitor di consumare meno energia quando il computer resta inattivo o quando ti allontani. Per riprendere la navigazione ti basterà cliccare un punto qualsiasi dello schermo.