25 febbraio 2021

Così il consulente può coniugare supporto al cliente e rilancio del Paese

Pubblicato in: Financial Advise

Cosa preoccupa più di ogni altra cosa gli italiani? A sorpresa – ma forse non troppo – non l’emergenza sanitaria o le conseguenze della pandemia sui redditi, ma la situazione economica del Paese: questa è la casella che barra il 50% delle persone sentite, a fronte rispettivamente del 31% e del 32% di quanti optano per le altre due. Sentite da chi? Da Eumetra, che per Assoreti ha realizzato la ricerca “Risparmio e consulenza, insieme per il rilancio del Paese”, presentata a dicembre: una ricerca dalla quale, fra le altre cose, è emerso come gli italiani siano disponibili a farsi coinvolgere nel rilancio del Paese attraverso il proprio risparmio.


La ricerca Assoreti-Eumetra

Con il supporto dell’istituto indipendente di ricerca sociale Eumetra, l’Associazione delle Società per la Consulenza agli Investimenti – che raccoglie attorno a sé le banche e le imprese di investimento con consulenti abilitati all’offerta fuori sede – a ottobre e novembre dell’anno appena passato ha condotto un’indagine sulla relazione tra risparmio, consulenza finanziaria e bisogni del Paese. Ai fini del progetto di ricerca, è stato contattato un campione nazionale di 1.000 risparmiatori e investitori, a rappresentare il sistema delle famiglie risparmiatrici e del risparmio italiano. Ma vediamo cosa è venuto fuori.
Di fronte alla pandemia di Covid-19, la quasi totalità degli interpellati si è detta d’accordo sulla necessità di investire di più nel futuro del Paese. E il 93% degli italiani oggi vede nel sistema finanziario la soluzione al problema.



Percentuale elevata – siamo all’89% – anche nel momento in cui la domanda riguarda l’aiuto che la consulenza finanziaria può dare alle famiglie ai fini di una migliore gestione del proprio futuro.



Quanto al Paese e al suo sistema produttivo, appare ben chiaro agli italiani come le priorità di spesa riguardino tre grandi aree, ovvero:

• lo sviluppo dell’industria e dei servizi pubblici e privati (39%);
• il sostegno alle imprese (39%);
• il progresso delle infrastrutture fisiche e sociali (37%).

In altre parole, secondo Assoreti “la consulenza finanziaria è considerata un antidoto all’incertezza e ci si aspetta dagli operatori finanziari un ruolo maggiormente attivo, centrato più sugli investimenti che sul mero sussidio”.


Coniugare gestione dei patrimoni e rilancio del Paese

Sette su dieci gli italiani che si sono detti disposti a investire per rilanciare l’economia. In particolare, più della metà (54%) investirebbe i propri risparmi per migliorare il sistema sanitario e circa il 45% per la crescita del lavoro e delle industrie innovative. “Gestire il patrimonio significa pianificare i bisogni delle famiglie italiane e noi questa responsabilità la sentiamo molto. Siamo consapevoli di avere in mano il futuro di molti italiani”, ha dichiarato il presidente di Assoreti Paolo Molesini.

La consulenza è un bene e un valore per tutti, anzi è ancora più importante per chi lavora e risparmia, perché risorse gestite male, al di là delle tecnicalità del prodotto in cui si investe, sono opportunità che vanno perdute, e possono costare molto nel lungo periodo. Il delta tra quello che rende il risparmio di una famiglia e come vanno i mercati è enormemente superiore al costo versato alla consulenza. Il ‘fai da te’”, ha aggiunto, “brucia una quantità di ricchezza enorme.”

E ancora: secondo Molesini, “il valore della consulenza, che credo determinante, è soprattutto nella capacità di visione e gestione del patrimonio nel lungo periodo ed è questo il compito fondamentale di un consulente: assistere le famiglie aiutandole ad allungare l’orizzonte temporale in una gestione del patrimonio sempre più scientifica e sempre meno dettata dall’emotività.”

La percezione del ruolo del consulente risulta rafforzata


Dai risultati emersi dalla ricerca, la finanza viene percepita come “al fianco degli italiani”, una percezione rafforzata anche dall’emergenza attualmente in corso. “Circa la metà degli italiani”, ha spiegato Fabrizio Fornezza, partner Eumetra, “riconosce il contributo offerto finora dagli operatori per il sostegno al sistema produttivo e all’occupazione e li considera come interlocutori chiave per il futuro, in termini di supporto alle imprese (71%), alle famiglie (66%) e allo Stato (44%). In questo quadro, la consulenza finanziaria è l’elemento di connessione fra finanza, famiglie e Paese.”

Ricapitolando: la richiesta e il bisogno di una consulenza di qualità cresce ed è anzi considerata un bene sociale, utile per tutti (85%), non soltanto per i grandi patrimoni. La lista dei bisogni che la ricerca ha consentito di mettere a fuoco riguarda infatti molti campi della gestione del denaro, un tempo tipici della clientela private: l’immobile, il credito, l’età successiva al periodo lavorativo, la progettazione stessa del risparmio e la protezione della persona e della famiglia.



E la considerazione positiva che si ha della consulenza non solo è stata confermata ma è risultata aumentata presso chi ha già avuto modo di entrare in contatto con un consulente finanziario. Il cui ruolo percepito si rafforza alla luce del contributo che, durante la pandemia, può ancora offrire a favore del Paese e dell’economia reale.


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NOTA DI REDAZIONE: gli argomenti e i grafici sono frutto di elaborazione interna.

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