07 maggio 2024

Dall’“Helicopter Money” alla svolta di marzo della Bank of Japan

Pubblicato in: Economia & Mercati

Martedì 19 marzo la Bank of Japan ha assunto una decisione storica: dopo decenni di tassi al ribasso, ha varato il primo rialzo. Il sonno del Giappone sembra finito. Il Paese si è risvegliato. E anche l’inflazione. Ma, come si dice in questi casi, facciamo un passo indietro.



Anno 2016: prende il via in Giappone l’“Helicopter Money”

Secondo Toyo Keizai, prestigiosa rivista economica giapponese, Nintendo è diventata ufficialmente la società più ricca del Paese. Il suo titolo, quotato sull’indice Nikkei, è passato dai 1.000 yen del 2014 agli attuali 8.000, con una valutazione che supera gli 11 miliardi di dollari. Un successo costruito nel tempo, con la posa del primo mattone nel 2017, quando avviene il lancio della consolle ibrida Nintendo Switch, che avrebbe poi conquistato il mercato.
Probabilmente è solo una coincidenza, ma un anno prima in Giappone prendeva il via un esperimento di politica monetaria da libro di storia: l’Helicopter Money. Coniata dall’economista Milton Friedman nel 1969, questa espressione rende molto bene l’idea di una distribuzione di denaro dalle istituzioni ai cittadini come se lanciato a piene mani da un elicottero. Obiettivo, dare una scossa a un Paese afflitto da 10 anni di deflazione.

Il decennio 2010 per il Giappone è iniziato nel modo peggiore. Oltre alla depressione economica, scatenata dallo scoppio della bolla immobiliare degli anni Novanta, il Paese deve affrontare i problemi dell’esplosione della centrale di Fukushima e anche quelli del debito.
Il rapporto debito/PIL giapponese è ai tempi al 230%, un dato in confronto al quale impallidisce quello della Grecia (prima vittima della caccia ai Paesi indebitati), al 140% nel 2010, anno di inizio della crisi. Nel 2012, il noto economista Luigi Zingales rivela: “c’è una battuta che circola tra i miei colleghi: sai qual è la differenza tra il Giappone e la Grecia? Tre anni”.



Ma il Giappone reagisce e dà la sterzata che cambierà tutto

Non c’è solo l’Abenomics. C’è un Helicopter Money fatto bene, che ai tassi sottozero aggiunge l’emissione di moneta per comprare titoli di Stato, una mossa che rende il mercato più liquido. Ma non basta. Attraverso diversi strumenti finanziari, inizia anche a comprare azioni e bond di diverse nazioni. Un’operazione di espansione che dopo il Covid in Occidente andrà sotto il nome di “liquidità infinita”.

Ci sono voluti anni, ma a forza di spingere l’economia il Giappone ha ripreso a correre e anche l’inflazione, che sembrava non voler proprio rialzarsi, alla fine si è svegliata. Gli economisti dicono che il merito è di fattori esogeni, ma negli ultimi mesi il governo in carica ha continuato a lavorare spingendo la spesa per andare avanti con gli stimoli.
A dicembre, la coalizione di governo guidata dal primo ministro Kishida Fumio ha approvato un pacchetto di riforme fiscali incentivando gli aumenti salariali, volti a innescare un ciclo virtuoso. Una terapia che ha entusiasmato la Borsa, tanto che l’indice Nikkei è ritornato sui record storici del 1989. Secondo Nikko Asset Management, il rialzo di Borsa continuerà, e sarà guidato da fattori tra cui:
• le riforme di governance societaria;
• l’aumento dell’attività di fusione e acquisizione, che è a livelli record;
• il cambiamento del metabolismo aziendale (l’età media dei ceo è in calo di 10 anni);
• l’aumento dei consumi privati, spinto da uno dei più forti aumenti salariali mai visto negli ultimi 30 anni.



Quanta strada manca alla sconfitta della deflazione? 

Dichiarare la vittoria contro la deflazione è l’obiettivo finale di governo e il traguardo ora sembra molto vicino. Proprio per questo il 19 marzo la BoJ ha deciso di effettuare il primo aumento dei tassi dal 2007, anche questo un evento storico. Come per Stati Uniti ed Europa, si cerca di tornare alla “normalità”, che in termini economici significa tassi reali positivi.
C’è un altro fattore da considerare in questa situazione: con l’aumento dei tassi, le obbligazioni rischiano di svalutarsi. Come abbiamo detto, il debito pubblico in Giappone è su livelli record e i titoli di Stato in circolazione sono molti e sono:
per il 54% in mano alla BoJ;
• per il 19% nei portafogli di assicurazioni;
• per l’11% nelle banche.

Una caduta dei prezzi potrebbe avere ripercussioni pericolose sui bilanci. Per questo il comunicato della BoJ successivo all’aumento dei tassi mette fine all’acquisto di azioni in Borsa ma conferma il prosieguo degli acquisti di titoli di Stato nelle stesse quantità.
Avanti, dunque, ma con giudizio.


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