Finfluencer o consulenti? La differenza c’è (e si vede)

Finfluencer o consulenti? La differenza c’è (e si vede)

Pubblicato il 04 marzo 2026 in Financial Advise

Promuovere un prodotto o un servizio finanziario non è come promuovere orologi o scarpe. Servono precauzioni maggiori. Parte da questa premessa l’iniziativa dell’ESMA, l’Autorità di regolamentazione e di vigilanza sui mercati finanziari dell’Unione Europea, che ha stilato un elenco di suggerimenti e di indicazioni(1) per i cosiddetti “finfluencer”. L’obiettivo? Rendere più trasparente e corretta la loro comunicazione su prodotti e servizi finanziari, appunto. A tutto vantaggio dei follower/risparmiatori.


Finfluencer: cosa fanno e quali sono i numeri in Italia?

Chi è e cosa fa, esattamente, un finfluencer(2)? La parola, come si può ben intuire, nasce dal mix tra “financial” (finanziario, appunto) e “influencer”: i finfluencer sono individui che utilizzano le piattaforme di social media per condividere contenuti legati agli investimenti, che vanno dall’educazione finanziaria generale a raccomandazioni specifiche su strumenti e modalità.

In una recente ricerca(3), l’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano ha identificato nel nostro Paese 48 creator italiani di contenuti finanziari: sono soprattutto su Instagram (ma sono presenti anche su YouTube e TikTok, e su altre piattaforme) e trattano principalmente temi legati a investimenti (66%), trading (34%), finanza personale (26%), educazione finanziaria (24%), oltre a lifestyle, fiscalità e previdenza.

I 15 profili con il maggior numero di follower su YouTube hanno prodotto 2,17 miliardi di visualizzazioni, con quasi 34mila video postati, dimostrando così una notevole capacità di raggiungimento e ingaggio degli utenti.


Ma quanti possiedono una formazione economico-finanziaria?

Se da un lato i numeri appaiono abbastanza confortanti – il 70% dei finfluencer ha un’istruzione nell’area economica – dall’altra emerge un dato che deve destare molta attenzione e grande cautela: ben 7 su 10, infatti, non sono iscritti all’Albo dei consulenti finanziari. L’età media, ci dice la ricerca, è di 46 anni, 14 dei quali spesi nel settore finanziario e 10 come content creator. Il 70% si definisce “finfluencer”, mentre il 30% non ritiene che il termine abbia senso o che questa sia la sua attività principale.

In ogni caso, i creator hanno la possibilità di fare tre cose:

  • ampliare l’accesso alle informazioni finanziarie;
  • promuovere il coinvolgimento degli utenti;
  • contribuire all’educazione finanziaria.

Non mancano, però, alcuni spunti di riflessione: al di là delle qualifiche formali e delle certificazioni (comunque importanti, s’intende), fra loro c’è chi potrebbe promuovere prodotti rischiosi, non adeguati o non appropriati. E chi li segue, se privo dello scudo di una robusta preparazione finanziaria (ricordiamo che, secondo Banca d’Italia, nel nostro Paese l’indicatore complessivo di alfabetizzazione finanziaria si posiziona a 10,7 su una scala che va da 0 a 20(4)), rischia di farsi persuadere. Con conseguenze anche molto serie per il suo patrimonio e per la sua serenità, presente e futura.


Finfluencer: i consigli dell’ESMA per non sbagliare

È in questo quadro che sono arrivati i suggerimenti dell’ESMA(5) rivolti ai finfluencer. Innanzitutto, un chiarimento: dire alle persone in cosa investire o cosa evitare può considerarsi una forma di consulenza in materia di investimenti, la quale richiede un’autorizzazione rilasciata dall’Autorità nazionale competente. E disclaimer come “questa non è una consulenza in materia di investimenti” non bastano a proteggersi dalle conseguenze legali di promozioni non autorizzate.

ESMA, quindi, invita a:

  • evitare di fare consulenza senza avere i requisiti di legge;
  • non diffondere messaggi ingannevoli o avventati;
  • dichiarare eventuali compensi, regali o altri benefici legati alla promozione, utilizzando con chiarezza formule come “pubblicità”, “sponsorizzato” o “collaborazione a pagamento”, e segnalando eventuali interessi personali, per esempio se si investe già nello strumento di cui si parla.

Grandissima attenzione, in particolare, ai prodotti ad alto rischio, come i cosiddetti “contratti per differenza” (CFD), il trading su valute, i futures e alcune iniziative di crowdfunding e cripto-attività.

Ma l’ESMA presenta ai finfluencer anche quattro richieste ben precise ed estremamente rilevanti, che nel suo comunicato stampa(6) Consob sintetizza come segue:

  • evitare comunicazioni non veritiere o fuorvianti, distinguendo bene i fatti dalle opinioni;
  • mettere in evidenza la possibilità di perdere anche il 100% del capitale investito;
  • non formulare mai grandi promesse, riconoscendo che negli investimenti ci sono anche rischi, non solo benefici, senza creare pressione o urgenza con messaggi del tipo “diventa ricco velocemente”;
  • verificare sempre se gli operatori oggetto delle comunicazioni siano autorizzati, per non correre il rischio di favorire truffe.

Soprattutto, scrive ESMA ai finfluencer, “sii onesto e chiaro, non fingere competenze che non hai, non indurre in errore e non fare consulenza, dichiara se ricevi compensi”. Infine, “pensa prima di postare: in caso di dubbio, non farlo”(7).


Il valore della (vera) consulenza finanziaria

Un’iniziativa, quella di ESMA, che l’associazione nazionale dei consulenti finanziari Anasf ha accolto con grande favore(8). “È essenziale che gli utenti online siano messi nelle condizioni di comprendere quando un contenuto ha finalità divulgative e quando, invece, si entra nell’ambito della consulenza finanziaria personalizzata, attività che la normativa riserva esclusivamente a professionisti abilitati e vigilati”, ha commentato il presidente Luigi Conte.

Al di là dei certificati e delle regole, a completo vantaggio della professione del consulente, c’è un altro punto serio e incontestabile: solo il vero consulente finanziario ha gli strumenti per cogliere, interpretare e soddisfare le esigenze e i progetti di vita dei suoi assistiti, con professionalità e con un ruolo specifico. Per comprenderne la portata effettiva, basti pensare alla salute e al benessere: in caso di problemi, difficilmente ci accontentiamo dei “consigli” che intercettiamo sul web e preferiamo (molto saggiamente) rivolgerci ai medici.

Anche nell’ecosistema digitale, insomma, il consulente finanziario resta l’unica figura in grado di trasformare informazioni frammentate in scelte consapevoli e coerenti con i bisogni e gli obiettivi dell’investitore, contrastandone ansie e timori e impedendogli dannose fughe in avanti.



1) consob.it
2) esma.europa.eu
3) osservatori.net
4) bancaditalia.it
5) esma.europa.eu
6) consob.it
7) esma.europa.eu
8) anasf.it


cultura finanziaria consulenza

AVVERTENZA LEGALE: questo è un foglio di informazione aziendale con finalità promozionali che riflette le analisi, effettuate da Banca Mediolanum, sulla base dell’attuale andamento dei mercati finanziari il cui contenuto non rappresenta una forma di consulenza nè un suggerimento per gli investimenti.
NOTA DI REDAZIONE: gli argomenti sono frutto di elaborazione interna.
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