29 aprile 2020

Anno bisesto anno funesto? Le apparenze spesso ingannano

Pubblicato in: Economia & Mercati

A chi non si ferma alla superficie degli eventi, la storia insegna che spesso la realtà è migliore rispetto a come la percepiamo. Se ci fermassimo alla superficie, potremmo dire per esempio che il 2020 è un anno funesto come tutti quelli bisestili. È un detto antico e all’apparenza calzante per come si sono messe le cose a livello globale, sul piano sanitario ed economico.

Ma davvero gli anni bisestili sono stati così neri come la vulgata li dipinge?


 

Anno di grazia 1928

No, non lo sono stati. Il 1928, per esempio, non diede particolari problemi al mondo né all’economia, anzi: l’indice Dow Jones – allora il più importante al mondo – salì del 50% grazie anche alla spinta di un decennio d’innovazione soprattutto nel settore dei media, come radio e cinema. In più, quell’anno uno scienziato osservò che su una piastra di coltura contaminata da una muffa la crescita batterica era inibita: l’esperimento consentì allo scozzese Alexander Fleming di arrivare alla scoperta della penicillina G, uno dei più importanti antibiotici, utilizzato contro la maggior parte dei batteri Gram positivi, come per esempio stafilococchi o streptococchi. La scoperta aprì la strada a tutta una serie di altre penicilline e valse il Nobel al suo autore. Il crollo del Dow Jones entrato nella storia si verificò l’anno successivo, nel famigerato 1929.

 


Non solo eventi drammatici, anzi

Ok, ci sono anche esempi di segno contrario. Come il 1912, anno del naufragio del Titanic, o il 1940, che vide l’Italia entrare nella Seconda Guerra Mondiale, o il 1968, con la repressione sovietica in Cecoslovacchia, o il terremoto in Friuli del 1976 e poi quello in Irpinia nel 1980. Per contro, però, nel 1948 è entrata in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana e nel 2000 l’equipe del dottor Francis Collins ha rivelato la mappa del genoma umano. Mentre il tragico attentato alle Torri Gemelle risale al 2001, un anno non bisestile. 

E gli esempi non finiscono qui: nel 1904 è nata la Rolls Royce, e dello stesso anno è anche la celebre metropolitana di New York; nel 1928 è nato il leggendario Topolino; nel 1936 la storica rete inglese BBC; del 1964 sono l’Autostrada del Sole, che collega Milano a Napoli passando per Bologna, e la metropolitana di Milano, con l’apertura della prima linea, la rossa. Ed è sempre in un anno bisestile che si svolgono le Olimpiadi. 

D’accordo, anche l’anno dell’ultima crisi era bisestile: ma nel 2008 è successo pure che la sonda spaziale statunitense Phoenix Mars Lander atterrasse con successo su Marte, cosa niente affatto scontata, considerato che gli atterraggi sono sempre il momento più critico. Non solo: le analisi e le ricerche effettuate grazie a quella sonda hanno dato riscontro di tracce di vita unicellulare che si pensa esistenti o esistite sotto la superficie. Dove potrebbero esserci sacche d’acqua, elemento essenziale per la loro (e la nostra) esistenza.

 


Se la memoria è selettiva

Tuttavia, ricordiamo il 2008 più facilmente per il fallimento della Lehman Brothers, che fu la miccia per lo scoppio della grave crisi finanziaria poi sfociata in crisi economica planetaria. Più volte evocata dai media nell’ultimo decennio, senza che mai si ripetesse nulla di così grave. Oggi il crollo dei mercati finanziari fa riapparire il fantasma di quell’anno bisestile, ma dobbiamo renderci conto della differenza rispetto ad allora: l’atteggiamento interventista delle principali istituzioni, che se nel 2008 hanno sottovalutato segnali e avvisaglie, oggi al primo scricchiolio sono scese in campo per proteggere economie e sistema produttivo. 

Se nel 2008 pensavamo che i tassi a zero fossero il massimo che la politica monetaria era in grado di produrre, oggi la Fed si è impegnata in altri acquisti senza limiti su titoli legati ai mutui ed eccezionalmente, per la prima volta in 106 anni di storia, in un sostegno diretto ad aziende, famiglie e municipalità. Misure necessarie per far fronte all’emergenza economica legata all’epidemia di Covid-19, e che sta stimolando nelle istituzioni finanziarie una straordinaria creatività negli interventi e nei mezzi utilizzati. 

Misure straordinarie, cui si sono accodate le altre grandi banche centrali: BCE, Banca del Giappone, Banca d’Inghilterra e People’s Bank of China. Si conta che ad oggi ben 97 banche centrali abbiano attuato 111 tagli ai tassi d’interesse, di cui 53 decisi in riunioni non calendarizzate, a dimostrazione della tempestività e della delicatezza della situazione.



Non fermarsi all’apparenza

A tutto questo seguirà ciò che finora è mancato, ossia l’intervento di massa della politica fiscale, persino quella dell’Europa nel suo insieme: una pioggia di denaro che prima dovrà agire sulle emergenze e poi fornire strumenti che consentano di tornare a navigare in acque più calme. Economia e finanza, sulla scorta dell’esperienza, hanno già trovato la loro terapia. Lo stesso succederà in medicina, basta guardare quanto e a che velocità si è evoluta negli anni. Ma per potercene rendere conto non dobbiamo fermarci all’apparenza. Andare oltre, entrare nella sostanza, comporta certo fatica, ma anche la possibilità di cambiare sguardo. Cambiando sguardo nascono i salti evolutivi. La parola “crisi” è sempre avvolta da un’aura negativa, tanto che al solo sentirla ci predisponiamo alla paura, cioè a un’emozione spesso pericolosa perché ci spinge ad azioni irrazionali e a scelte dettate dall’emotività.

Ma se non ci fermiamo all’apparenza, allora scopriremo che proprio dai momenti difficili nasce quello slancio che conduce l’umanità nel futuro.


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