29 aprile 2019

Gli italiani? Più propensi al risparmio che all’investimento

Pubblicato in: Financial Advise

In quale stato versa la salute finanziaria dei piccoli e medi investitori di tutto il mondo? E come vedono, questi investitori, il rapporto fra ricchezza e benessere? Ma soprattutto, come si riflette tutto ciò sulle scelte di investimento e sul rapporto con la consulenza finanziaria? 

È questo che, nell’ambito della sesta edizione del suo sondaggio internazionale Global Investor Pulse, l’asset manager BlackRock ha chiesto agli intervistati: l’indagine ha coinvolto più di 27.000 investitori, di età compresa tra i 25 e i 74 anni, in 13 Paesi. Uno di questi Paesi è l’Italia. Ebbene, dai risultati della ricerca – che lungo la nostra Penisola ha coinvolto circa 2.000 individui – emerge che soltanto il 48% degli italiani esprime un’opinione positiva sul benessere generale, rispetto a una media globale del 61%. Si tratta, peraltro, del dato più basso in Europa.


Benessere e salute finanziaria, a che punto siamo
Cominciamo col dire che, qui da noi, il benessere generale è inteso come salute fisica nel 70% dei casi e come salute mentale per il 55% degli interpellati. Per il 54% degli italiani, poi, i principali fattori di stress risultano soldi e lavoro, seguiti per il 34% da famiglia e salute. Da notare che per il 60% degli italiani ad avere un impatto sul benessere è la salute finanziaria, la quale però è percepita come la più bassa al mondo, con un 28% appena che si confronta con il 42% della media globale. Vale la pena di sottolineare che per gli italiani la salute finanziaria è legata soprattutto al presente: i principali obiettivi finanziari, infatti, ruotano intorno alla qualità della vita oggi e ai viaggi. Secondario, invece, tutto ciò che afferisce all’organizzazione e alla pianificazione per il futuro, tanto che soltanto il 43% degli intervistati ha iniziato a risparmiare per la pensione: ancora una volta, il valore più basso a livello globale, dove la media è del 63%. Solo un Millennial su tre ha iniziato a risparmiare per la pensione, un dato in netto calo.





Italiani, più risparmiatori che investitori
Per il 78%, gli italiani si considerano un popolo di risparmiatori
piuttosto che di investitori: ben nove punti in più rispetto alla media globale, che invece si attesta al 69%, e leggermente superiore alla media europea, pari al 76%. In effetti, a ben guardare, tre italiani su quattro detengono conti correnti bancari e depositi, mentre solo il 47% – meno della metà – dichiara di investire, un dato che comunque si colloca a metà strada tra il 41% dell’area europea e il 55% del mondo. Nel dettaglio, nel nostro Paese gli investimenti sono ripartiti tra azioni per il 24%, immobiliare per il 21%, obbligazioni per il 18% e fondi monetari per il 12%. Per il 46% degli italiani, le più significative fonti di preoccupazione sono ancora associate ad alcuni fattori macro, come il costo della vita e la situazione economica del Paese. I timori di non avere sufficiente denaro (55%), di non avere un’adeguata conoscenza finanziaria (33%) o di perdere tutto (26%) sono i motivi che più trattengono gli italiani dall’investire.


Cosa vorrebbero dagli investimenti gli italiani?
E quando invece si investe, quali sono le ragioni che spingono a farlo? Un italiano su tre (34%) dice di voler ottenere un maggiore rendimento dal proprio denaro, il 29% pensa che sia una buona cosa da fare, il 23% ritiene di aver raggiunto un certo livello di ricchezza e, infine, il 20% crede che sia una buona opportunità. Circa 8 italiani su 10 vorrebbero un maggiore controllo dei propri investimenti (81%), una gamma di prodotti un po’ più ristretta nell’ambito della quale scegliere (il 77% la giudica infatti troppo ampia) e una remunerazione del consulente basata sulle performance (77%). Il 72% cerca un nuovo approccio per investire. E la tecnologia? Se da un lato è percepita come un valido alleato, dall’altro gli interpellati ritengono che si potrebbe fare qualche passo in più: per il 34% degli italiani sarebbe utile un tool per rilevare le diverse possibilità di investimento, mentre il 32% ne vorrebbe uno che li aiutasse a costruire un portafoglio su misura.


Il ruolo della consulenza finanziaria
In questo quadro, il consulente finanziario viene sempre più percepito come una guida in grado di aiutare gli investitori a orientarsi e dalla quale imparare. Tuttavia, al momento in Italia il ricorso a questa figura professionale rimane fermo attorno al 27-28%, presentando quindi ancora un certo margine di miglioramento. Cosa chiedono gli italiani ai consulenti finanziari? Soprattutto di avere un confronto sulla propensione al rischio (55%) e sugli obiettivi finanziari (53%), per muovere i primi passi verso gli investimenti con maggiore serenità, benessere e controllo.



NOTA DI REDAZIONE : gli argomenti, le immagini e i grafici sono frutto di elaborazione interna.

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