16 giugno 2017

Tre concetti chiave per un investitore consapevole

Pubblicato in: Vademecum

Rischio di tasso, duration e vita residua di un investimento sono tre concetti importanti – a maggior ragione ora che ci avviciniamo a passo spedito a una fase di generale rialzo dei tassi di interesse - ma spesso poco noti all’investitore inesperto. Ecco qualche dritta utile per spiegare ai clienti, nel modo più semplice possibile, di cosa si tratta, in modo da renderli più consapevoli nel compiere scelte di investimento.

 

Rischio tasso, duration e vita residua

Rischio di tasso: è il primo rischio che grava su un titolo obbligazionario ed è associato ad una variazione dei tassi d’interesse che influisce sul valore di un’obbligazione. Quando i tassi salgono, i prezzi delle obbligazioni scendono; viceversa quando i tassi scendono il valore di un obbligazione sale.

• Duration: si può definire come la vita finanziaria di un titolo obbligazionario e può essere interpretata come un indice che misura la “volatilità” (o la sensibilità) del prezzo di un bond rispetto alle variazioni del tasso d’interesse. Il valore si esprime in numeri reali positivi, ovvero sopra lo zero in poi.

• Vita residua: è la differenza tra la data di scadenza (o di rimborso) e la data attuale. Può essere espressa in anni o frazione di anni. In altri termini, sta ad indicare il periodo di tempo necessario affinché l’investitore rientri completamente del proprio investimento (e può non coincidere con la duration).

 

Il legame tra prezzo e rendimento

Poichè prezzi e rendimenti di un’obbligazione sono inversamente correlati, ovvero quando i rendimenti salgono i prezzi scendono e viceversa, tutto quello che può influenzare il costo del denaro può influenzare il valore di un titolo obbligazionario. Le banche centrali, in particolare, tengono le redini del costo del denaro fissando i tassi d’interesse. Tuttavia, oltre al tasso d’interesse, però, ci sono altre variabili che contribuiscono all’oscillazione quotidiana dei rendimenti dei titoli obbligazionari. Unendo i rendimenti offerti da un titolo obbligazionario su varie scadenze (1,2,3,4 anni e oltre), si ottiene la cosiddetta curva dei tassi d’interesse: questa può assumere diverse inclinazioni a seconda di quello che succede sui mercati e in particolare in rapporto a ciò che gli analisti pensano dell’evoluzione dei prezzi, della salute dell’economia e delle scelte delle Banche Centrali. Se muovendo i tassi si muovono i prezzi delle obbligazioni, come si può misurare questa relazione? Qui entra in gioco la duration, cioè la vita finanziaria media di un titolo obbligazionario.

 

Il ruolo della duration

La duration cattura la relazione tra i tassi d’interesse e i prezzi. La vita finanziaria di un titolo obbligazionario può essere interpretata come la “volatilità” del prezzo di un bond, rispetto a variazioni del tasso d’interesse. Per esempio oggi il titolo di Stato italiano a dieci anni (BTP) ha duration pari a 9 (circa). Mano mano che i titoli hanno scadenza più breve, la duration si abbassa. E più è bassa la duration, meno il titolo obbligazionario è sensibile alla variazione dei rendimenti. In parole semplici: più la scadenza è lontana, maggiore è la volatilità (o il rischio) di un titolo obbligazionario rispetto ad una variazione dei tassi d’interesse.

 

Perché (e per chi) questi concetti sono importanti?

Per l’investitore che non è sicuro di mantenere l’investimento sino a scadenza, il rischio tasso e la duration sono concetti fondamentali da conoscere per selezionare il titolo obbligazionario che meglio d’inserisce all’interno del portafoglio. Per chi, invece, intende mantenere i titoli sino a naturale scadenza (i cosiddetti “cassettisti”) le oscillazioni di prezzo sono meno rilevanti: ad interessarli sarà piuttosto il rischio di controparte, ovvero il rischio di non veder rimborsata la propria obbligazione a scadenza.


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